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Scoliosi e atteggiamento scoliotico

Cosa succede alla schiena di mio figlio? Questa domanda sorge in molti di noi genitori guardando il peso degli zaini sulle spalle o le posizioni assunte durante lo studio pomeridiano.

In questo articolo, con l’aiuto della fisiatra del nostro centro medico, la dottoressa Sabrina Pegoraro, proviamo a fare chiarezza fra atteggiamento scoliotico e scoliosi e cosa possiamo fare noi genitori in termini di prevenzione e cura.

  • L’atteggiamento scoliotico è una deviazione laterale della colonna senza rotazione dei corpi vertebrali. Spesso si presenta come compenso ad una dismetria degli arti inferiori oppure al mantenimento di  una postura scorretta. E’ un disordine posturale non strutturale ed evolutivo quindi è reversibile nel momento in cui lo stimolo viene rimosso.
    Un’igiene posturale con esercizi mirati alla percezione del proprio corpo nello spazio e al rinforzo muscolare della colonna sono una corretta base di partenza.
    Un confronto con la scuola rispetto al materiale in dotazione e un layout idoneo dell’ambiente di studio sicuramente sono il secondo passo, non tralasciando l’attività fisica praticata in maniera costante ed equilibrata.
  • La scoliosi, invece, è definita come una deformità della colonna vertebrale caratterizzata da una deviazione laterale della schiena, spesso associata ad un rotazione dei corpi vertebrali. E’ una patologia permanente ed evolutiva che insorge nella maggioranza dei casi alla soglia dello sviluppo puberale tendendo ad arrestarsi al completamento della maturazione ossea. L’origine è considerata multifattoriale e a volte è presente una componente genetica.

La figura di riferimento per la diagnosi di scoliosi è sicuramente il fisiatra o l’ortopedico. Attraverso una radiografia e una visita accurata andranno a valutare la diversa altezza delle spalle o dei fianchi, la presenza di un’anca prominente, l’inclinazione del corpo o del bacino, una dismetria degli arti e la presenza di un eventuale gibbo nel momento in cui il paziente si piega in avanti, segno inequivocabile della rotazione delle vertebre.

La cura per la scoliosi varia in base alla gravità. In forma lieve sono indicati fisioterapia posturale con l’obiettivo di rinforzare i muscoli che sostengono la colonna quasi a formare un corsetto naturale. In forma media agli esercizi specifici si associa l’utilizzo di un corsetto vero e proprio. In forma grave spesso si rende necessario un intervento chirurgico anche se questa soluzione comporta un irrigidimento della colonna che può compromettere l’attività sportiva e la vita di tutti i giorni. E’ una patologia evolutiva che non può essere guarita ma può essere controllata in modo da rallentare la progressione soprattutto attraverso una valutazione precoce.

scogliosi valutazione

Spesso il nuoto viene consigliato per la terapia della scoliosi, in realtà, nessuno sport può essere la terapia per la scoliosi. Alcune attività, come pallavolo, basket, arti marziali, sono più indicati perché meno intensi nella mobilizzazione e flessione del rachide rispetto ad altri esempio ginnastica artistica, ritmica e danza.

Quindi sfatiamo il mito che zaino pesante e le posture scorrette sui banchi di scuola causano la scoliosi, che come detto è una malattia evolutiva e permanente. Di sicuro possono contribuire a creare un atteggiamento scoliotico che è recuperato, nella totalità dei casi, con i giusti accorgimenti.

In entrambe le situazioni il tema fondamentale è la PREVENZIONE, attraverso una diagnosi precoce e corretta.  Una valutazione specifica iniziale a tre anni, un’altra ai 6-7 anni e poi annualmente durante l’adolescenza, ovvero il momento più critico per l’evoluzione della scoliosi è il primo passaggio per monitorare la schiena dei nostri figli. In caso di evidenze sospette, un invio rapido allo specialista oppure un percorso specifico determina una prognosi migliore nell’evoluzione dei sintomi.

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